Le stampe romagnole

Le origini della stampa romagnola non sono chiare, molto probabilmente discende dalla stampa su seta che gli inglesi importarono dall’India e che si divulgò in Europa, con minore successo, soprattutto in italia. Successivamente nei primi decenni dell’800 si sviluppò nella bassa Romagna; la stampa su tela, generalmente tessuta a mano in ambito famigliare, riproduceva soggetti che inzialmente erano più decorativi e floreali, poi rustici ( uva, spighe, galli, etc …) che ritraevano la realtà contadina in cui si sviluppò questo mestiere semplice e di forti legami popolari. All’inizio era il colore “ruggine” ricavato dall’ossido di ferro tuttora utilizzato ad essere impiegato per lastampa, utilizzando gli stampi in legno di pero, incisi a mano; particolarità di questa essenza è la facilità di intaglio, pochi nodi evenature e resistente all’uso. Ogni stamperia è legata al suo patrimonio di matrici. I clichés sono tutti opportunamente catalogati e custoditi in lunghi scaffali numerati da ogni proprietario di bottega, che molto spesso ne è pure l’artefice.

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